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AGGIORNAMENTI

La lettera che il nostro Presidente ha inviato al giornale Settegiorni

Rho,17 gennaio 2015

 

Gentilissimo dr. Giudici,

Le scrivo in merito all’articolo apparso sull’ultimo numero di Settegiorni Rho a pagina 13.

In qualità di Presidente dell’Associazione Medici di Rho, che conta fra i suoi iscritti circa l’80% dei Medici di Medicina generale operanti nel Distretto 2 della nostra ASL (Rho, Pogliano, Pero, Vanzago, Pregnana, Settimo Milanese, Cornaredo, Lainate e Arese) mi sento di prendere le distanze dallo spirito dell’articolo.

I Medici di Medicina generale che rappresento sono ormai da anni l’asse portante della vaccinazione antinfluenzale. Non posso ovviamente fornirle i dati relativi alla campagna di quest’anno essendo ancora in corso, ma negli ultimi anni la percentuale di vaccinazioni praticate negli studi di Medicina Generale ha rappresentato oltre l’80 per cento del totale delle dosi somministrate nel nostro territorio. Il trend di quest’anno non è dissimile.

Non riesco quindi a capire la chiusa dell’articolo nel quale si ipotizza che siano proprio i Medici di Medicina generale a non essere interessati a vaccinare la popolazione a rischio. Nel corso degli ultimi dieci anni abbiamo assistito ad una costante riduzione della morbilità per influenza e soprattutto ad una riduzione delle complicanze respiratorie più gravi. Questo, dovuto certamene alla pratica vaccinale, è oltre che un motivo di orgoglio per chi nella quotidianità si prende cura della salute dei cittadini anche un vantaggio per noi Medici, stante che la riduzione delle complicanze ha ridotto drasticamente il ricorso dei pazienti alle nostre cure durante l’epidemia influenzale. Ciò non significa che non ci sia ancora molta strada da fare: l’ambizioso obiettivo di estendere la vaccinazione fino a coprire almeno il 75% della popolazione a rischio (anziani in primo luogo) è ancora ben lontano dall’essere raggiunto. Non è questa la sede per entrare nei dettagli, ma sarei ben disponibile ad incontrarci per esporre dati alla mano tutto ciò. Quello che mi preme al momento è sottolineare che il vaccino antinfluenzale è fuor di dubbio una delle armi più potenti nelle nostre mani (vedi ad esempio l’articolo apparso sul prestigioso MMWR, settimanale del CDC di Atlanta, proprio ieri) per prevenire le malattia dell’apparato respiratorio della stagione invernale. Sarebbe davvero grottesco che i Medici di Medicina generale facessero resistenza alla prevenzione boicottando la vaccinazione. Quanto invece alla causa prima della notizia, che l’ASL abbia deciso di prolungare la campagna vaccinale per quest’anno fino alla fine di gennaio, questo è in perfetta sintonia con l’indicazione appena un po’ più tardiva del Ministero della Salute di pochi giorni orsono.

Che qualche Collega ritenga che ciò sia dovuto a interessi da parte dei dirigenti ASL per il raggiungimento dell’obbiettivo regionale mi pare poco condivisibile, fermo restando che ciascuno di noi deve essere pienamente libero di pensare e di esporre ciò che meglio crede. Anche ammettendo che nelle prossime settimane venissero utilizzate le migliaia di dosi di vaccino che l’ASL ha ancora a disposizione non sarebbe possibile arrivare alla percentuale (esagerata) prevista dal Piano Nazionale e recepita dalla regione Lombardia. I Medici di famiglia in generale e nello specifico quelli che io rappresento si sono sempre impegnati in prima linea nel promuovere la prevenzione in tutte le sue espressioni e continueranno a farlo al di là delle polemiche contingenti.

Restando a disposizione per approfondire questi ed altri temi sulla salute dei nostri concittadini, nella speranza di incontrarla presto di persona le porgo i miei cordiali saluti.

Dr. Marco Chicco

 

L'articolo di SETTEGIORNI sulla vaccinazione antinfluenzale

 

Il testo dell'articolo

«I medici di base dovrebbero credere di più nei benefici della vaccinazione, invece...» IL DOTTOR GIORGIO SCIVOLETTO, DIRETTORE DELL’ASL MILANO UNO, RISPONDE ALLE ACCUSE

«Credo che a coloro che hanno rilasciato tale dichiarazione sia sfuggito il senso fondamentale della vaccinazione. Ovvero evitare che le persone fragili, anziane, diabetiche, cardiopatiche, immunodepresse contraendo l’influenza possano incorrere in complicanze assai difficili da affrontare. Questo è il motivo per cui ho dato indicazione di sollecitare alcuni medici a proseguire nella promozione del vaccino. Il virus dell’influenza non può essere sottovalutato e minimizzato nei suoi effetti negativi, né dai cittadini, né dai medici. » Inizia con queste parole la nostra intervista con il dottor
Giorgio Scivoletto direttore dell’Asl Milano Uno da noi contattato per avere chiarimenti in merito alla pesante affermazione fatta da alcuni medici di base che puntano il dito, contro l’Asl, affermando: «Ci costringono a fare ancora le vaccinazioni perchè hanno ordinato troppi vaccini e ora li devono buttare e anche perchè, giusto che la gente lo sappia se l’Asl fa più vaccini prende un premio». La prima cosa che voglio dire afferma il dottor Scivoletto è che, come detto il giorno della presentazione della campagna antinfluenzale, la campagna di promozione per fare capire alla gente l’importanza di vaccinarsi proseguirà fino alla fine del mese di gennaio.
E’ per questo che il vostro call-center sta chiamando i medici per dire di vaccinare i loro pazienti che non hanno ancora effettuato il vaccino?«Il premio, se in questi termini lo vogliamo definire è il guadagno di salute di chi invece di ammalarsi previene il contagio. La premialità è finalizzata a stimolare l’attuazione di tutte le misure di profilassi opportune e consigliate dalla stessa Organizzazione Mondiale della Sanità. Per questo motivo sto ulteriormente sollecitando i medici, compresi quelli ospedalieri, affinchè informino e spieghino in modo chiaro ai propri pazienti i benefici di questa opportunità, peraltro gratuita. Ammalarsi certamente costa di più a tutti: più complicanze per la salute, più farmaci, più ricoveri, più giorni di malattia, etc. Stiamo, inoltre, chiamando uno a uno tutti i pazienti che hanno delle patologie e che ci risulta non siano stati ancora vaccinati. Quando sará terminata la campagna vaccinale metteremo a confronto il numero dei soggetti vaccinati, con i soggetti non vaccinati al fine di identificare la riduzione del rischio tra vaccinati e non vaccinati e verificare quale siano i costi per anno di vita guadagnato, i ricoveri, gli accessi evitati al pronto soccorso».
Insomma mi sta dicendo che se una persona si vaccina e non prende l’influenza è un risparmio per l’Asl«Sì, certo è un risparmio per ASL e l’intero Sistema SocioSanitario e sociale ma - afferma Scivoletto -, è soprattutto soprattutto un guadagno di salute: consideri che ogni anno 8000 persone muoiono ogni anno in Italia per complicanze postinfluenzali. Credo che per le ASL e per gli operatori sanitari sia un dovere evitare che ciò accada».
Quest’anno però sembra che abbiano aderito in pochi, c’è addirittura chi afferma, per quanto riguarda l’Asl da lei diretta che si sia raggiunto poco più del 40% di persone che, per condizione di fragilità, potevano essere vaccinate? «Le persone che nominalmente abbiamo individuato sono oltre 190.000. Alcuni fatti, risultati con nessun nesso di causalitá con la somministrazione del vaccino e riportati alla fine di novembre, hanno fatto insorgere timori infondati. Per consolidare la fiducia e continuare a promuovere l'adesione si è continuato e si continua ad incontrare e parlare con la gente e con coloro che, a titolo diverso, possono contribuire ad una corretta informazione. La caduta dell'adesione alla campagna vaccinale, così come si è evidenziata nei monitoraggi da dicembre 2014, non contribuirá a ridurre il numero di soggetti che saranno colpiti dall'influenza e quindi dalle sue complicanze anche gravi. Spiace che dei 190.000 soggetti che avrebbero potuto beneficiare gratuitamente del vaccino sia stato raggiunto solo il 40% mentre il 60% non è stato protetto».
E’ per questo che state chiamando le persone per il vaccino, perchè ne avete in magazzino un sacco che rischiano di essere buttati.
«Ciò che buttiamo è l’opportunità di intervenire efficacemente con la prevenzione pur avendone la possibilità. Per questo caldamente stiamo chiamando i medici e le persone direttamente interessate affinchè comprendano fino in fondo l’importanza della vaccinazione.
Scusi dottore ma siamo a metà gennaio, il vaccino per entrare in circolo ha bisogno di 15 giorni. Ormai l’inverno è finito e l’influenza passata. Che senso avrebbe vaccinarsi adesso. Il picco dell’influenza era previsto nelle feste di Natale.
«La prima cosa che tengo a dire è che non c'è nessuna controindicazione all'esecuzione della vaccinazione anche in corso di circolazione dei virus influenzali. Allo stato attuale è ragionevole proporre la vaccinazione antinfluenzale anche oltre al periodo considerato ottimale: mi sono preliminarmente confrontato e chiesto parere ad un grande esperto, l’immunologo dottor Fabrizio Pregliasco che ribadisce in una nota formale il nostro convincimento a proseguire. Afferma , infatti, che le campagne stagionali indicano solo il periodo migliore per garantire la protezione stimando l'insorgenza dell'epidemia stagionale nel periodo che va da dicembre a marzo. Il picco dell’influenza _ prosegue non è ancora arrivato dovrebbe essere tra l’ultima settimana di gennaio e la prima del mese di febbraio.
Quindi dottore andiamo avanti con la campagna informativa
La campagna proseguirà fino al 31 gennaio, ogni persona può consultare il suo medico di medicina generale o telefonare al numero verde 800.671.671. La campagna vaccinale antinfluenzale ha visto il coinvolgimento attivo di moltissimi portatori di interesse formali ed informali che, attenti alla promozione della salute hanno collaborato per promuovere l'opportunitá del vaccino.
Dottore, tanta gente tranne i medici di base mi sembra di capire.
«Ma no, non diciamo queste cose. Non amo le generalizzazioni: moltissimi sono i medici che hanno protetto i propri pazienti promuovendo il vaccino».

Stefano Giudici

 

Il patto per la Salute 2014-2016

 

 

 

 


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